{"id":531,"date":"2019-03-17T19:07:51","date_gmt":"2019-03-17T19:07:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.windsurfsardinia.com\/it\/?p=526"},"modified":"2020-02-28T17:32:26","modified_gmt":"2020-02-28T17:32:26","slug":"vocabolario-tecnico-del-windsurf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/windsurfsardinia.com\/it\/vocabolario-tecnico-del-windsurf\/","title":{"rendered":"Vocabolario Tecnico Del Windsurf"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li><strong>Angolo di mura<\/strong>. E&#8217; l&#8217;angolo inferiore della vela, dove si trovano le carrucole del caricabasso<\/li>\n<li><strong>Antisdrucciolo<\/strong>. Sulla coperta della tavola \u00e8 applicato del materiale che la rende rugosa costituito da polvere silicea finissima e verice trasparente. Negli anni tende ad usurarsi e la tavola diviene scivolosa. In vendita si trovano kit per riapplicarlo senza difficolt\u00e0: basta avere un compressore per l&#8217;applicazione<\/li>\n<li><strong>Balumina<\/strong>. In termini aerodinamici \u00e8 il bordo di uscita della vela. Molto pi\u00f9 semplicemente \u00e8 il lato della vela da cui fuoriescono i terminali delle stecche.<\/li>\n<li><strong>Balumina negativa<\/strong>. La balumina si dice negativa quando ha forma concava. La maggior parte delle vele orientate alla velocit\u00e0 presenta questa forma<\/li>\n<li><strong>Bugna (e angolo di b.)<\/strong>. La b. \u00e8 la parte finale del boma che, tramite una cima, viene fissata alla vela sull&#8217;angolo di b.<\/li>\n<li><strong>Bump &#8216;n Jump<\/strong>. Vedi convertibile.<\/li>\n<li><strong>Camber (o c. inducer)<\/strong>. Particolare forcella applicata su alcune stecche in corrispondenza della tasca d&#8217;albero che ha lo scopo di dare alla vela un profilo alare pi\u00f9 accentuato e stabile rispetto<\/li>\n<li><strong>Carena<\/strong>. Superfici inferiori della tavola. Sono quelle bagnate.<\/li>\n<li><strong>Caricabasso<\/strong>. E&#8217; il meccanismo attraverso cui tensionare la tasca d&#8217;albero sull&#8217;albero stesso. E&#8217; normalmente composto da una serie di carrucole che realizzano un paranco.<\/li>\n<li><strong>Chop<\/strong>. Onda corta generata dal vento. Presenta fianchi molto scoscesi che offrono delle naturali rampe per saltare anche in condizioni definite di &#8220;acqua piatta&#8221;.<\/li>\n<li><strong>Clark Foam<\/strong>. E&#8217; la marca pi\u00f9 famosa dei pani di poliuretano con cui venivano realizzate le tavole custom in resina poliestere. Presentano due regoli di legno che attraversano il pane in tutta la lunghezza.<\/li>\n<li><strong>Close the Gap<\/strong>. Con questa frase si indica il gesto con cui, in andatura, si porta la base della vela a sfiorare la coperta al fine di impedire al vento di sfuggire nello spazio fra la tavola e la vela. Le vele orientate alla velocit\u00e0 in genere presentano una forma che favorisce questo gesto, viceversa per le vele wave.<\/li>\n<li><strong>Constant curve<\/strong>. Alberi a curvatura costante. Dalla met\u00e0 degli anni &#8217;90 la totalit\u00e0 delle vele \u00e8 progettata per questo tipo di alberi pertanto oggi \u00e8 scomparso ogni riferimento al tipo di curvatura degli alberi. Prima di questa standardizzazione esistevano anche alberi flex top nei quali, appunto, la curva era pi\u00f9 pronunciata in alto.<\/li>\n<li><strong>Convertibile (tavola)<\/strong>. Termine desueto che indica una tavola di compromesso in grado di far divertire sia in condizioni wave che in condizioni slalom. Queste tavole consentono di portare un ampio range di vele abbinando un paio di pinne di dimensioni diverse<\/li>\n<li><strong>Coperta<\/strong>. Superfici superiori della tavola normalmente coperte da uno strato di anti-sdrucciolo.<\/li>\n<li><strong>Cruising<\/strong>. Vedi freeriding Custom (tavole c.). Un custom \u00e8 una tavola prodotta in modo artigianale. Non \u00e8 necessariamente un pezzo unico anche se, in senso letterale, dovrebbe trattarsi di una tavola realizzata secondo specifiche del cliente .<\/li>\n<li><strong>Deriva a scomparsa<\/strong>. Alcune tavole sono dotate di deriva mobile. Nella posizione a 0\u00b0 la deriva rientra completamente nella scassa e fa il filo con la carena&#8230;di fatto scompare.<\/li>\n<li><strong>Dislocamento (navigazione in d.)<\/strong>. Condizione di navigazione in cui il sostentamento verticale dello scafo \u00e8 garantito solo dalla spinta di<\/li>\n<li><strong>Archimede<\/strong>.Molto pi\u00f9 semplicemente: navigazione in assenza di planata.<\/li>\n<li><strong>Easy rigg<\/strong>. Strumento necessario per impugnare le cime con lo scopo di tensionarle senza farsi male alle mani. Si veda la pagina dedicata.<\/li>\n<li><strong>Egg shaped<\/strong>. All&#8217;inizio degli anni &#8217;90, il design delle tavole venne rivoluzionato: il volume venne concentrato sotto i piedi ovvero arretrato e le prue, di conseguenza, divennero pi\u00f9 sottili (no nose, letteralmente &#8220;senza prua&#8221;). Siccome questa operazione venne effettuata sia in sezione longitudinale quanto nell&#8217;outline, le tavole assunsero una forma a goccia o &#8220;a uovo&#8221; che le rendeva molto diverse da quanto visto fino a quel momento. L&#8217;eredit\u00e0 di questa innovazione \u00e8 presente anche nelle tavole odierne seppur con minore esasperazione.<\/li>\n<li><strong>Epossidica (resina)<\/strong>. Resina utilizzata nelle tavole con pane in styrofoam o polistirolo. Tutte le tavole odierne devono essere riparate con questo tipo di resina. Rispetto alla poliestere catalizza in tempi molto pi\u00f9 lunghi ma presenta ritiro bassissimo ed elevata impermeabilit\u00e0<\/li>\n<li><strong>Epoxy<\/strong>. Vedi epossidica<br \/>\nFlex top. Tipo di curvatura degli alberi. Questo tipo di alberi ha maggiore flessibilit\u00e0 nella parte alta. Sono scomparsi da quando tutti costruttori di vele si sono uniformati al constant curve<\/li>\n<li><strong>Freeride (attrezzature)<\/strong>. Attrezzature orientate alla velocit\u00e0 ma senza esasperazioni tecnologiche. Gli attrezzi di questo genere consentono ottime prestazioni nei bordi e non richiedono doti fisiche e tecniche particolarmente spinte.<\/li>\n<li><strong>Freeriding<\/strong>. Modo di navigare in cui si predilige la velocit\u00e0, i bordi lunghi e in generale il gusto della planata e delle strambate in mare aperto.<\/li>\n<li><strong>Luff<\/strong>. Sulle vele viene riportata questa lunghezza. Essa corrisponde alla lunghezza della tasca d&#8217;albero. Pertanto facendo riferimento alle indicazioni riportate sulla vela:<\/li>\n<li>MAST &#8211; LUFF = LUNGHEZZA PROLUNGA NECESSARIA<br \/>\nil calcolo \u00e8 preciso ma le misure fornite dai velai non sempre: usatelo solo per armare la vela le prime volte disponendo di un vago riferimento, la messa a punto \u00e8 l&#8217;unico valido riferimento<\/li>\n<li><strong>Mast<\/strong>. In inglese significa albero. Sulle vele indica la lunghezza di albero consigliata. Vedi anche &#8220;Luff&#8221;<\/li>\n<li><strong>Materiali compositi<\/strong>. Combinazioni di materiali diversi disposti in modo da sfruttarne con successo le diverse caratteristiche meccaniche. Un caso di successo \u00e8 quello del cemento armato nel quale il cemento si occupa di assorbire gli sforzi di compressione mentre l&#8217;acciaio quelli di trazione. Un&#8217;applicazione nel mondo del WS \u00e8 data dal sandwich<\/li>\n<li><strong>No nose<\/strong>. Letteralmente &#8220;senza prua&#8221;, viene usato per indicare un consistente arretramento dei volumi sulla tavola con conseguente assottigliamento della prua. Si veda anche egg shaped.<br \/>\nMCS. Sistema standard di classificazione della rigidezza degli alberi. Ogni vela riporta la proprio rigidezza di riferimento, cercate di seguirla. Per gli esperti: un surfista molto pesante tender\u00e0 a volere un albero un po&#8217; pi\u00f9 rigido di quanto prescritto perch\u00e8 applicher\u00e0 maggiore forza e la distorsione sar\u00e0 maggiore. Viceversa per i pi\u00f9 leggeri<\/li>\n<li><strong>Opera viva<\/strong>. E&#8217; la parte bagnata dello scafo. Nelle vecchie tavole windsurfer l&#8217;opera viva era stondata mentre nei funboard \u00e8 a spigolo vivo<\/li>\n<li><strong>Poliestere (resina)<\/strong>. Resina utilizzata nelle tavole in Clark Foam (poliuretano) durante gli anni ruggenti del custom. Catalizza molto rapidamente ed ha un ritiro apprezzabile. Nel campo delle costruzioni in vetroresina e della nautica va per la maggiore. Ripetiamo nuovamente che tutte le tavole attuali vanno riparate con resina o stucco epossidici.<\/li>\n<li><strong>Polietilene (tavole in p.)<\/strong>. Le tavole in polietilene e interno in poliuretano erano diffusissime fra i windsurfer negli anni &#8217;70 e &#8217;80. In epoche pi\u00f9 recenti, Tiga ha presentato intere linee con questa costruzione che a fronte di un aumento di peso presenta una robustezza agli urti veramente notevole ed evita il problema della valvola. Purtroppo la rigidezza complessiva \u00e8 piuttosto scarsa. Siccome le pelli di queste tavole sono formate da due gusci formati a caldo, vengono indicate anche come tavole termoformate.<br \/>\nPoliuretano (tavole in p.). Il poliuretano \u00e8 un materiale a bassa densit\u00e0 che non viene attaccato dalla resina poliestere. Vedi Clark Foam e Polietilene<\/li>\n<li><strong>Powerbox<\/strong>. Tipo di scassa per pinne con vite passante caratterizzata dalla presenza di una sola vite centrale.<\/li>\n<li><strong>PWA Professional Windsurfers Association<\/strong>. E&#8217; l&#8217;organizzatore di riferimento a livello mondiale delle competizioni professionistiche.<\/li>\n<li><strong>Race (attrezzature)<\/strong>. Si tratta di attrezzature da regata sulle quali sono presenti tutte le soluzioni pi\u00f9 innovative per incrementare le prestazioni senza compromessi a scapito della facilit\u00e0 di utilizzo e, nondimeno, della robustezza.<\/li>\n<li><strong>Rocker (r. line)<\/strong>. Vedi scoop rocker<\/li>\n<li><strong>RAF (vele R.). Rotating Asymetrical Foils<\/strong>. Letteralmente indica le vele asimmetriche in cui le stecche ruotano intorno all&#8217;albero. Detto questo risulta chiaro che, a ben vedere, tutte le vele sono RAF. Questo acronimo fu inventato dalla Neil Pryde negli anni 80 al comparire delle vele totalmente steccate. Oggi viene impropriamente usato per indicare le vele senza camber<\/li>\n<li><strong>RDM<\/strong>. Reduced Diameter Mast, albero di diametro ridotto. Alcune vele prescrivono questo tipo di alberi, in altre \u00e8 solo consigliato. Personalmente consiglio di evitarli a meno che non si abbiano le capacita tecniche per apprezzare tale raffinatezza. Un albero RDM impone anche una prolunga RDM..<\/li>\n<li><strong>Sandwich<\/strong>. Tecnologia di costruzione delle tavole. Consiste, di principio, nel rivestire un materiale molto leggero (schiuma a bassa densit\u00e0 o nido d&#8217;ape) con dei materiali di caratteristiche meccaniche elevate (vetroresina, carbonio, kevlar). Il materiale interno ha solo funzione di forma ovvero deve mantenere a distanza le pelli esterne le quali lavorano prevalentemente a trazione e compressione. Attualmente questa tecnologia copre la quasi totalit\u00e0 degli scafi e viene realizzata anche con metodi industriali mentre fino alla prima met\u00e0 degli anni &#8217;90 era dedicata solo agli attrezzi da professionisti.<\/li>\n<li><strong>Scoop (s. line)<\/strong>. Vedi scoop rocker<\/li>\n<li><strong>Scoop rocker<\/strong>. Metodo di misurazione della linea della carena in sezione longitudinale. Pi\u00f9 genericamente questa locuzione viene usata per identificare la linea della tavola. Uno scoop o scoop line pronunciato indica che la tavola ha &#8220;il naso all&#8217;ins\u00f9&#8221; pertanto avr\u00e0 pi\u00f9 facilit\u00e0 a superare le onde e bassa tendenza all&#8217;ingavonamento nella discesa delle stesse. Le tavole orientate alla velocit\u00e0 hanno uno scoop poco pronunciato. Nelle discussioni da spiaggia si sente meno parlare di rocker (o rocker line): si tratta di applicare alla poppa dei concetti analoghi a quelli appena descritti per la prua, quindi una linea rocker pronuciata indica una buona curvatura in sezione longitudinale della zona posteriore. Un rocker pronunciato conferisce alla tavola una elevata capacit\u00e0 a curvare su raggi stretti.<\/li>\n<li><strong>Scassa d&#8217;albero<\/strong>. Rotaia in cui si inserisce il piede d&#8217;albero. Pu\u00f2 essere universale oppure fuori standard come accadeva in passato per alcune marche. In questo ultimo caso pu\u00f2 risultare difficile acquistare un nuovo piede compatibile con la tavola.<\/li>\n<li><strong>Shape<\/strong>. Forma. Termine inglese usato (e abusato) per indicare la forma della tavola nel suo complesso (distribuzione del volume, outline, ecc.)<\/li>\n<li><strong>Shaper<\/strong>. L&#8217;artigiano che costruisce tavole. Letteralmente &#8220;il formatore&#8221;.<\/li>\n<li><strong>Shaping o shapare<\/strong>. L&#8217;arte o l&#8217;azione di costruire tavole da WS<\/li>\n<li><strong>Sinker<\/strong>. Letteralmente &#8220;che affonda&#8221;. Termine desueto che, agli albori del funboard, veniva usato per indicare una tavola con un volume ridotto. Andrebbero considerate sinker per un certo surfista tutte quelle tavole che gli risultano troppo piccole per recuperare la vela e navigare in vento debole<\/li>\n<li><strong>Slalom (attrezzature)<\/strong>. Termine tutt&#8217;ora in voga per indicare le attrezzature freeride. La parola nasce dalle competizioni di Slalom e di Slalom Downwind le quali sono composte da una serie di bordi veloci e strambate spettacolari.<\/li>\n<li><strong>Slalom 42 (disciplina)<\/strong>. Disciplina che attualmente regola le regate in seno al PWA molto simile al racing prima dell&#8217;avvento del Formula. La sigla 42 sta per &#8220;quattro vele e due tavole&#8221; le quali devono essere scelte dall&#8217;atleta prima della competizione. Vengono utilizzati prototipi con materiali all&#8217;avanguardia. Ha sostituito il Formula Windsurf e, a differenza di questo, i percorsi sono variegati e scelti di volta in volta, infine le strambate in boa tornano a farla da padrone.<\/li>\n<li><strong>Sopra\/sottoinvelatura<\/strong>. Situazione in cui la vela risulta troppo grande\/piccola rispetto a altri fattori quali: intensit\u00e0 del vento, tipologia di tavola, peso corporeo, forza fisica. Si veda la pagina dedicata.<\/li>\n<li><strong>Spin out<\/strong>. Perdita di portanza della pinna in fase di planata che porta la tavola a girare controvento. Dal punto di vista fisico, i filetti fluidi si distaccano dalla pinna che trovandosi in condizioni di stallo cessa di lavorare correttamente e di offrire portanza. Aldil\u00e0 di una eccessiva richiesta da parte del surfista (bolina troppo stretta), allo s.o. possono concorrere altri fattori che provocano la formazione di bolle d&#8217;aria: i salti e le perdite di contatto anche parziali dei bordi della tavola con l&#8217;acqua sui chop. Secondo alcuni pu\u00f2 essere determinante anche l&#8217;aria che pu\u00f2 filtrare dalle viti delle scasse passanti fino alla carena per la differenza di pressione; coloro consigliano l&#8217;uso di rondelle in gomma per sigillare le teste delle viti sulla coperta. A seconda dell&#8217;attrezzatura il fenomeno dello s.o. si pu\u00f2 presentare gradualmente e dare il tempo al surfista di intervenire per proseguire la planata correttamente oppure pu\u00f2 essere repentino e concludersi con una caduta. Contrariamente a quanto si pu\u00f2 pensare, lo spin out non avviene soltanto di bolina stretta ma in caso di mare formato e ad alte velocit\u00e0 si pu\u00f2 presentare anche al lasco o all&#8217;inizio di una strambata.<\/li>\n<li><strong>Strozzascotte<\/strong>. Lo s. \u00e8 un fermo per le scotte. Passando una scotta dentro lo s. questa resta bloccata senza la necessit\u00e0 di effettuare nodi. Nel WS sono presenti sul caricabasso, sulla bugna, sulla maniglia del boma<\/li>\n<li><strong>Stucco epossidico<\/strong>. Si tratta di uno stucco venduto in forma di bacchette che si applica direttamente sulle rotture delle tavole. E&#8217; bicomponente quindi prima dell&#8217;applicazione va impastato per mescolarlo col catalizzatore. Secca in pochi minuti ed \u00e8 carteggiabile. Le riparazioni con lo stucco possono essere effettuate direttamente in spiaggia e permettono di tornare in acqua in poco tempo. Lo s.e. funziona bene per tappare buchi e rotture in zone poco sollecitate quindi dove non si mettono i piedi n\u00e8 ci sono tasselli o scasse<\/li>\n<li><strong>Tail walking<\/strong>. Letteralmente &#8220;navigare sulla poppa&#8221;. In caso di forte sovrainvelatura la tavola tende a uscire dall&#8217;acqua e a navigare sulla poppa.<\/li>\n<li><strong>Tasca d&#8217;albero<\/strong>. E&#8217; la parte della vela conformata in modo tubolare in cui si inserisce l&#8217;albero.<\/li>\n<li><strong>Termoformato (tavole in t.)<\/strong>. Vedi polietilene<\/li>\n<li><strong>Tuttle<\/strong>. Standard di scassa per pinna ideato per gli atleti di coppa del mondo alla fine degli anni &#8217;80 per poter sopportare gli sforzi generati sulla tavola da pinne sempre pi\u00f9 grandi. Si riconosce per la presenza di due viti passanti sulla coperta. Per pinne di lunghezza molto grande oltre i 45 cm esiste lo standard Deep Tuttle che si differenzia dal T. per la profondit\u00e0 della scassa ma la conicit\u00e0 \u00e8 la stessa infatti in una scassa Deep Tuttle si possono montare pinne Tuttle.<\/li>\n<li><strong>Twinzer<\/strong>. Tipo di tavola wave che presenta la possibilit\u00e0 di montare, a scelta, una pinna centrale oppure due pinne pi\u00f9 piccole laterali.<\/li>\n<li><strong>Twist<\/strong>. Comportamento della vela che, se regolata opportunamente, si svergola nella parte alta lasciando uscire una aliquota di vento sulle raffiche di maggiore intensit\u00e0<\/li>\n<li><strong>Volume (spinta di galleggiamento)<\/strong>. Il volume della tavola \u00e8 un parametro importante perch\u00e8 fornisce la spinta di galleggiamento in kg forza: una tavola di 90 litri fornisce al massimo una spinta di galleggiamento di 90 kg. Quindi se il volume della tavola in litri &#8211; (peso tavola + peso vela+ peso surfista) &gt; 0 , allora saremo in condizione di galleggiare anche da fermi, altrimenti no. Utile per calcolare il valore limite di volume per rientrare senza planare. In realt\u00e0 il peso specifico dell&#8217;acqua di mare \u00e8 leggermente maggiore dell&#8217;unit\u00e0 quindi il calcolo appena visto \u00e8 cautelativo<\/li>\n<li><strong>Volume (distribuzione del v.)<\/strong> La distribuzione del volume in una tavola gioca un ruolo fondamentale. Rivoluzionata nei primi anni &#8217;90 con l&#8217;arrivo delle tavole &#8220;no nose&#8221; (vedi voce di glossario), la distribuzione dei volumi va ottimizzata al fine di massimizzare il rendimento della tavola in certe condizioni e ridurre i volumi parassiti ovvero inutili. Molto in breve: avere volume sotto il piede d&#8217;albero \u00e8 utile per entrare in planata con poco vento, averne in poppa o, meglio, sotto le strap serve a passare i buchi di vento durante la planata. Il volume a prua serve principalmente in dislocamento o nelle tavole frestyle per eseguire alcune manovre<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Angolo di mura. E&#8217; l&#8217;angolo inferiore della vela, dove si trovano le carrucole del caricabasso Antisdrucciolo. Sulla coperta della tavola \u00e8 applicato del materiale che la rende rugosa costituito da polvere silicea finissima e verice trasparente. Negli anni tende ad usurarsi e la tavola diviene scivolosa. 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